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19
ago
La moschea ora spacca il Pd: "Errore la scelta di via Novara"
Monta la rivolta contro la linea decisa dal Comune: "Sbagliato un luogo di culto in via Novara. Cambiare"

 
 
Monta il no dei quartieri contro la costruzione di un luogo di culto in via Novara. E i consiglieri municipali attenti all'umore del territorio cercano di dare risposte.
 
Gli abitanti di Quarto Cagnino, Figino, Quinto Romano e di San Siro hanno «manifestato la propria contrarietà», lo si legge nel documento approvato dal Consiglio del Municipale 7 con 16 sì, un contrario e due astenuti. L'ordine del giorno chiede alla giunta municipale guidata da Marco Bestetti (Forza Italia) di attivarsi presso Comune e Regione per «rappresentare questa contrarietà». Il documento è stato subito approvato dal centrodestra. Meno scontate le firme dei presentatari: due consiglieri Pd, Lorenzo Zacchetti e Manuel Sciurba, che hanno deciso di dare voce alla perplessità dei residenti, contestando invece le scelte del Comune e del suo assessore all'Urbanistica, un altro Pd, Pierfrancesco Maran.
 
L'area di via Novara, peraltro, per qualcuno potrebbe ospitare una moschea di dimensioni rilevanti. Immaginabili i problemi di viabilità. Ed è pensando a questi disagi che in Zona si è formata una nuova maggioranza, con centrodestra e pezzi di opposizione, fra cui i due Pd (l'unico voto contrario è arrivato dalla lista Sala e gli altri dem si sono astenuti). Una nuova maggioranza su un testo condiviso. Anche se, sottolinea Zacchetti, le posizioni non sono sovrapponibili. «Le motivazioni di Bestetti non sono esattamente le nostre - spiega - fra l'altro non è neanche scritto che quei luoghi di culto debbano essere moschee. Comunque, noi siamo favorevolissimi a centri anche di altre religioni, il problema è il luogo. Noi vogliamo che i musulmani possano pregare, ma vogliamo anche che il quartiere sia integrato e il luogo prescelto ha problemi. C'è un solo mezzo pubblico per raggiungerlo, è vicinissimo alla tangenziale vero, ma questo comporta problemi di traffico, e comunque è difficile da raggiungere dal centro, potrebbe essere un disagio anche per i musulmani. Inoltre davanti c'è Figino, che da sempre lamenta di essere tagliato fuori. Se il posto è quello si faccia, ma questa è una non-scelta, la legge regionale pone limiti così stringenti che l'unico luogo possibile è via Novara. Noi chiediamo che si dialoghi su altre possibilità».
 
l documento chiede di proporre modifiche alla legge regionale. Maran ha paventato modifiche in grado di vanificare il piano comunale. Secondo qualcuno, in Comune non tutti ne sarebbero dispiaciuti. Bestetti è sempre più convinto del suo no. «Il luogo scelto è profondamente sbagliato - rimarca - e ora c'è stata questa compattezza del Consiglio. La contrarietà ora è di tutto il Municipio. A maggior ragione, a settembre inizieremo un tour dei quartieri interessati. E parleremo con la Regione. Io non escludo un'interlocuzione che porti a modificare la legge, in modo da scongiurare uno scempio». «Noi - conclude - siamo pronti a indire un referendum». Intanto però qualche fibrillazione si avverte nel centrodestra. Le aperture sulle moschee del capogruppo e deputato leghista Alessandro Morelli in un'intervista al Giornale, a Bestetti non sono piaciute: «Mi ha molto preoccupato, un'inversione di marcia che non capisco. Comunque, via Novara non va bene».



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17
ago
Penne al tonno, finocchietto e zafferano
Un primo piatto di pasta saporito e appagante: penne profumate allo zafferano e al finocchietto selvatico si accompagnano a un condimento ​equilibrato e gustoso a base di tonno, pinoli, uvetta e cipollotto

 
 
Un primo piatto di pasta saporito e appagante: penne profumate allo zafferano e al finocchietto selvatico si accompagnano a un condimento equilibrato e gustoso a base di tonno, pinoli, uvetta e cipollotto. Il risultato è una ricetta squisita, l'ideale per una cena con amici!

ESECUZIONE RICETTA
FACILE
 
TEMPO PREPARAZIONE
20 MINTEMPO 
COTTURA
10 MIN
PORZIONI
4 PORZIONI
 
INGREDIENTI
• 1 confezione di tonno
• 320 g di penne ritorte
• 1 mazzetto di finocchietto selvatico
• 40 g di pinoli
• 40 g di uvetta
• 1 cipollotto fresco
• stigmi di zafferano qb
• peperoncino
• 30 g di briciole di pane
• sale
• olio evo
 
INTRODUZIONE
Le penne al tonno, finocchietto e zafferano sono un primo piatto di pasta semplice e nutrizionalmente completo, da preparare nel tempo di cottura della pasta.Lo zafferano regala una sfumatura aurea alle penne ritorte, che abbracciano armoniosamente il condimento. L’aroma di anetolo del finocchietto selvatico dona freschezza balsamica al tonno, ricco di proteine nobili e acidi grassi essenziali omega-3; infine l'uvetta, i pinoli tostati e la panure arricchiscono di spunti di croccantezza l’assaggio.

Una variante per chi ama la pasta al tonno è la ricetta della pasta al peperoncino con il tonno, o per una proposta di pasta fredda provate l'insalata di mezzi rigatoni al tonno e fagiolini.

Una ricetta vivace, nel colore e nei sapori, conviviale e gustosa. Soprattutto una ricetta facile e veloce che si prepara nel tempo di cottura della pasta.
 
PREPARAZIONE
1 Per preparare queste gustose penne al tonno tritate al coltello le foglie del finocchietto selvatico, tenete da parte. Tritate anche il cipollotto fresco. In una padella torstate i pinoli, serviranno alla fine della preparazione. Mettete a cuocere la pasta in acqua bollente salata. Mentre cuocerà potrete preparare il condimento. Ammollate l'uvetta.
 
2 Stufate in padella il cipollotto tritato con un filo d’olio extravergine d'oliva, aggiungete il finocchietto e lasciate insaporire, continuate la cottura con poca acqua bollente della pasta alla volta. 
 
3 Unite l’uvetta strizzata e lo zafferano polverizzato e una parte dei pinoli. Saltate in padella le penne molto al dente, fuori dal fuoco mantecate con il tonno ben sgocciolato, il peperoncino e i pinoli tostati.
 
4 Servite la vostra pasta al tonno completando con della panure croccante e, se lo gradite, dell'altro finocchietto fresco.



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13
ago
PICCATA DI VITELLO ALLIMONE

La ricetta della piccata di vitello al limone è facilissima da realizzare. Con pochi e semplici ingredienti, pochissimi passaggi e la cottura in padella, in meno di 30 minuti porterete in tavola un secondo piatto di carne gustoso che conquisterà tutti con il suo sapore delicato e lievemente asprigno. Le piccatine al limone sono perfette per il pranzo o la cena di tutti i giorni in famiglia.

La piccata è una preparazione caratterizzata da fette sottili di carne cotte nel burro, una salsa ristretta aromatizzata con succo di limone o di arancia, vino bianco secco, Marsala o analoghi, come per esempio, la ricetta della Piccata al Marsala. La carne impiegata puà essere di vitello come di maiale, di pollo o tacchino. Sono tante, quindi, le analogie con le Scaloppine che però prevedono fette di carne con uno spessore maggiore.
 
NGREDIRNTI
• 500 g di fettine di vitello
• farina
• 80 g di burro
• il succo di 1 limone
• prezzemolo
• sale
 
ESECUZIONE RICETTA
FACILE
TEMPO PREPARAZIONE
10 MIN

TEMPO COTTURA
15 MIN
PORZIONI
4-6 PORZIONI

Per realizzare la piccata di vitello al limone battete le fettine di carne senza assottigliarle troppo e infarinatele bene.
 
In una larga padella fate fondere il burro. Scuotete lievemente le fettine di carne per eliminare la farina in eccesso e adagiatele nel burro. Rosolatele a fuoco vivace per 5 minuti, girandole un paio di volte in modo che si colorino uniformemente. 
 
Filtrate il succo di limone attraverso un colino e diluitelo con pari quantità di acqua tiepida. Versatelo nel tegame con la carne, lasciatelo ridurre qualche minuto a fiamma media e prima di togliere dal fuoco cospargete con il prezzemolo tritato finemente. Distribuite sopra 2 o 3 fiocchetti di burro: lasciate che si sciolgano completamente e spegnete la fiamma. Servite la piccata di vitello al limone con la sua salsina.



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13
ago
Bando periferie a Milano: anche Figino nei progetti vincitori
Sono stati oltre 170 i progetti presentati da centinaia tra fondazioni, associazioni di volontariato, di promozione sociale, sportiva, culturale, di food policy e sostenibilità ambientale

 
 
Bando periferie a Milano: anche Figino nei progetti vincitori
 
QUINTO ROMANO-FIGINO-QUARTO CAGNINO
Progetto: 5 miglia da Milano
Progetto di rigenerazione del paesaggio fisico e sociale teso a restituire identità e attrattività alla zona con un festival delle arti sceniche attraverso il cosiddetto teatro comunità.
Promotori: Associazione Le compagnie Malviste“
 
Milano raccoglie la sfida lanciata dal Comune con il ‘Bando alle periferie’, edizione 2018: sono stati oltre 170 i progetti presentati da centinaia tra fondazioni, associazioni di volontariato, di promozione sociale, sportiva, culturale, di food policy e sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in tutti i quartieri milanesi, di articolare ed arricchire le offerte e le opportunità per chi li abita.
 
Per il secondo anno consecutivo, dunque, la risposta della città è stata pronta e la partecipazione importante, segno della vitalità e della diffusione capillare delle realtà sociali che animano Milano. Lo sottolinea una nota di Palazzo Marino delle scorse ore. Dopo la straordinaria adesione rilevata già nella fase sperimentale dell’anno scorso, dunque, il ‘Bando alle periferie’ non solo viene replicato, ma anche sistematizzato: verrà lanciato ogni anno con un finanziamento disponibile di un milione di euro. Il processo di presentazione delle candidature, per la prima volta on-line, è stato accelerato e semplificato.
 
È online la graduatoria delle 26 proposte che si sono aggiudicate il sostegno dell’Amministrazione per questa seconda edizione del bando messo a punto dalla Direzione di Progetto ‘Sviluppo e Coordinamento Strategico Periferie’ che, con un milione di euro di finanziamento, quest’anno ha una capienza quasi raddoppiata rispetto al 2017. Anche i progetti vincitori sono aumentati (l’anno scorso furono 14): 11 si riferiscono a progetti che si terranno in ciascuno dei cinque ambiti già individuati dall’Amministrazione nel 2017 (Giambellino-Lorenteggio, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Adriano-Padova-Rizzoli, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese), 3 interessano trasversalmente tutti i cinque ambiti e 12 verranno realizzati negli altri quartieri della città.
 
Tutti i progetti sono pensati su misura per i quartieri e le comunità di riferimento, per coglierne le risorse e indirizzarle verso un processo di rigenerazione urbana creativo e responsabile, impensabile senza l’attivazione e la partecipazione delle associazioni presenti sul territorio, dei cittadini che lo abitano e dei servizi che vi sono insediati. Un processo che intende affiancare l’azione del Comune di riqualificazione delle periferie - che passa dalle case popolari al sistema viabilistico, dalle scuole ai grandi progetti di riconversione di edifici come di intere aree - di cui risulta efficacemente complementare.
 
Per realizzare le iniziative – e anche questa è una novità rispetto alla prima edizione – ci saranno dieci mesi di tempo, durante i quali i soggetti promotori saranno affiancati dall’Amministrazione con un’attenta attività di accompagnamento.
 
Del milione complessivo a disposizione, come previsto dal Bando, il finanziamento massimo per ogni attività è di 100mila euro nel caso dei progetti che interessano trasversalmente tutti i cinque ambiti territoriali (multi-ambito) e di 40mila euro nel caso degli altri progetti (mono ambito e altri quartieri). È prevista inoltre una quota di co-finanziamento a carico del soggetto proponente non inferiore al 10% del costo totale.
 



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01
ago
Fiori, ortaggi e una serra panoramica: ecco come sarà lo scalo ferroviario di Porta Genova
Il progetto Agroscalo 2020 prevede l'allestimento di un campo coltivato, zone fitness e aree gioco per i bambini

 
 
Un campo coltivato a erbe, germogli, fiori e ortaggi, un padiglione di legno, una serra panoramica, zone con attrezzatura per il fitness e aree gioco per i più piccoli. Questo il progetto Agroscalo 2020, che riqualificherà lo scalo ferroviario di porta Genova trasformandolo in un'area agricola produttiva, sperimentale e multifunzionale. A sottoporre il piano al comune di Milano la società Future Fond, che in autunno consegnerà la versione definitiva del progetto curato dallo studio di architettura Andrea Caputo e dell'architetto Salvatore Porcaro.
 
Agroscalo 2020 si svilupperà seguendo un modello di economia circolare nel quale città e campagna vengono fuse insieme con l'obiettivo di ridurre l'impatto sull'ambiente e incoraggiare stili di vita più sostenibili. L'area ferroviaria pertanto ospiterà un'attività agricola a 360°, che include coltivazione, lavorazione e vendita di più di 150 specie di erbe, germogli, fiori e ortaggi. Lo spazio inoltre accoglierà laboratori didattici, incontri pubblici, un mercato settimanale e alcune fiere.
 
L'assessore all'urbanistica del comune di Milano, Pierfrancesco Maran ha dichiarato che: "Agroscalo 2020 ha tutte le caratteristiche per restituire nel breve periodo l’area alla fruibilità pubblica, riconnettendo la stazione, i Navigli e zona Tortona attraverso la nascita di un luogo multifunzionale per grandi e bambini". Il contratto di locazione con il Gruppo FS Italiane per l’uso temporaneo dello scalo verrà siglato in seguito all'approvazione definitiva del progetto da parte del comune e avrà una durata di 2 anni +1 (eventualmente rinnovabili).
 
Un iter analogo di riqualificazione è stato iniziato anche per gli altri scali ferroviari dismessi di Milano - tra cui i due di Porta Romana e quello di via Farini - che in futuro saranno messi a disposizione dei cittadini. In cantiere piani volti a rendere questi luoghi centri sportivi, culturali e ritrovi per famiglie. Per quanto riguarda lo scalo di San Cristoforo, poi, è prevista la creazione di un'oasi naturalistica



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