Nome:    Password:    Auto     
 27
 0
 5
07
feb
Biglietto ATM a 2 euro? Molto di più!

Biglietto ATM a 2 euro? Molto di più!   
      
Nonostante la questione sia stata semplificata giornalisticamente con il “biglietto a 2 euro”, la proposta del Comune di Milano/ATM è una revisione tariffaria complessa dove finalmente viene affrontato il tema dal punto di vista della città metropolitana.Perché siamo a favore e cosa chiediamo ancora.In sintesi, questi i cambiamenti proposti:
  • aumenta il prezzo, e di molto, i biglietti per uso occasionale: singolo, giornaliero, carnet;
  • l’abbonamento annuale urbano rimane invariato: 330 euro all’anno, meno di 1 euro al giorno. L’abbonamento mensile urbano aumenta di poco, da 35 a 39 euro;
  • gli abbonamenti interurbani, sia mensili che quelli annuali, diminuiscono (anche del 20%!)
  • bambini e ragazzi fino a 14 anni potranno finalmente viaggiare gratuitamente e da soli! E
  • le agevolazioni per i giovani (fino a 26 anni), i disoccupati ecc. vengono estese anche all’area metropolitana: ad esempio un giovane di 25 anni residente in ”area media”, che fino a oggi pagava 685 euro all’anno, domani pagherà 414 euro (- 40%!);
  • la riforma nel complesso porta vantaggi per quasi due milioni e mezzo di utenti potenziali dell’area metropolitana: biglietti e abbonamenti diminuiscono in media del 12%.
Finalmente si incentivano gli spostamenti interurbaniL’attuale biglietto di corsa semplice di Milano sarà sostituito da un nuovo biglietto di area metropolitana che sarà valido anche in 21 comuni della prima corona, consentendo l’accesso a poli urbani rilevanti quali Rho/Fiera, il nuovo hub intermodale di Cinisello-Monza Bettola, il terminal M2 di Assago, il terminal M2 Cologno Nord. In altre parole, sarà consentita la libera circolazione in tutta l’area urbana più densa e maggiormente interconnessa con Milano.

Finalmente una visione metropolitanaOgni giorno entrano a Milano 450.000 auto. Secondo il Piano urbano della mobilità sostenibile, mentre il 57% dei milanesi si sposta coi mezzi pubblici, soltanto il 37% di chi viene da fuori città usa il trasporto pubblico. Noi ci siamo sempre battuti per una revisione delle tariffe che non penalizzino, come avviene oggi, gli spostamenti interurbani.
Facciamo un esempio pratico: se dei ragazzi di Assago oggi vogliono fare un giro ai Navigli a Milano fanno 3 fermate di autobus fino a M2 Assago Forum, poi 4 fermate di metropolitana fino a M2 Porta Genova: il biglietto costa loro 2,50 euro eppure non hanno fatto neanche 10 km. Nello stesso momento dei ragazzi di Baggio vogliono andare a Lambrate: fanno 6 fermate di bus fino a M1 Bisceglie, poi 9 fermate di M1 fino a Cadorna e poi altre 9 di M2 fino a Lambrate: quasi 20 km, un bus e due metropolitane e pagano 1,50 euro, molto meno dei loro amici di Assago pur avendo usato molto di più i mezzi! Da domani pagheranno tutti 2 euro.
Non è quindi un caso che 97 sindaci dell’hinterland abbiano chiesto alla Regione di approvare la riforma tariffaria.Ma è giusto che per fare poche fermate in città si paghi comunque 2 euro?

Una critica che viene mossa al biglietto unico da 2 euro è il fatto che il prezzo è troppo elevato per tragitti brevi. Questo è in parte vero, e noi auspichiamo in futuro un sistema più progressivo, magari con l’introduzione di un biglietto per le corse brevi come in altre città europee. 
 
Ma c’è un’altra considerazione da fare: può sembrare poco equo pagare 2 euro per fare pochi km o poche fermate in centro, ma in realtà se consideriamo il valore del servizio ci rendiamo conto che la qualità del trasporto pubblico in centro è molto elevata. Due elementi del trasporto pubblico fondamentali – la frequenza e la capillarità del servizio – in centro città sono buoni, lo stesso non si può dire per la periferia e per l’hinterland. In altre parole, in centro con il costo del biglietto si paga la qualità: una rete fitta, sempre disponibile e frequente, in periferia e nell’hinterland con il costo del biglietto si paga la quantità: la copertura di distanze maggiori.Il servizio costa, ma chi lo paga veramente?
 
Negli ultimi 7 anni (dal 2011 al 2018) la rete del trasporto pubblico (vetture x km percorso) è cresciuta del 9%. È partita la M5 e si sta costruendo la M4 – le metropolitane piacciono, sono veloci e efficaci ma la gestione è molto costosa. Inoltre, ATM ha lanciato un ambizioso piano di rinnovo della flotta bus da 1 miliardo di euro in modo da essere 100% elettrica entro il 2030.Biglietti e abbonamenti però rappresentano solo il 50% degli incassi di ATM, il resto viene dalla fiscalità generale, dai trasferimenti di stato e regione, che continuano a diminuire, mentre il Comune di Milano ha raddoppiato il proprio contributo da 70 a 140 milioni di euro. 
 
In altre parole, il comune di Milano finanzia con circa 100 euro per ogni abitante il trasporto pubblico. Paradossalmente, più il servizio è utilizzato, più costa alle casse pubbliche.
 
Dato che per mantenere il livello di servizio, e farlo crescere ancora, estendere i vantaggi anche agli abitanti dell’hinterland, sono necessarie delle risorse, noi siamo d’accordo che queste vadano ricercate di più fra gli utilizzatori occasionali del servizio piuttosto che fra chi si impegna ogni giorno a utilizzare mezzi alternativi all’automobile, quindi abbonati e pendolari. 
 
Allo stesso modo l’aumento del biglietto giornaliero graverà per lo più sui turisti, che usano il servizio senza finanziarlo attraverso le tasse.Cosa si può fare ancora?Noi chiediamo che si proceda sulla strada della tariffazione integrata con più determinazione, che l’Agenzia per il trasporto pubblico possa diventare finalmente operativa e che la tariffazione integrata venga estesa anche ai treni.
Oggi esistono quasi 50 società di trasporto locale che lavorano nell’area estesa di Milano e il sistema non è ancora “trasparente all’utente”. Per esempio, l’app per cellulari di ATM considera solo la città di Milano, mentre invece dovrebbe funzionare su tutta l’area milanese. Allo stesso modo le paline, le fermate, i siti internet delle varie società del trasporto pubblico devono comunicare in modo univoco informazioni chiare e dettagliate agli utenti.
Il comune di Milano
  • deve continuare a migliorare il servizio, incrementare la frequenza e la velocità commerciale dei mezzi di superficie, ancora sotto-standard rispetto alle altre città europee;
  • deve creare nuove corsie preferenziali. Non si vive di solo metropolitane!
La Regione deve fare la sua parte:
  •  pensare di meno a nuove strade e autostrade (ricordiamoci dei flop di BreBeMi, TEEM, Pedemontana che sono costati soldi pubblici per distruggere il territorio e inquinare l’ambiente) e incentivare mezzi e treni;
  • agevolare la riforma tariffaria del trasporto pubblico, farsi parte attiva del cambiamento mettendo in condizioni di lavorare l’Agenzia del trasporto pubblico locale, che essa stessa ha creato;
  •  ripristinare le corse di Trenord tagliate e di migliorare il servizio ferroviario suburbano di sua diretta competenza.
                



condividi su facebook    Stampa veloce  crea pdf di questa news   
06
feb
Bando Coesione Sociale del Comune di Milano


Nelle ultime settimane del 2018 una rete di organizzazioni profit e no profit di Figino ha partecipato al Bando coesione Sociale del Comune di Milano.
Oggi la notizia che questa bellissima cordata ha ottenuto il contributo di 13.500,00.
Il valore aggiunto di questo straordinario riconoscimento è l'impegno di reinvestire altrettante risorse nel 2019 a favore di nuove azioni di coesione sociale sul territorio.
La coesione di Figino, grazie all’eterogeneità delle organizzazioni presenti, rendono vivace e frizzante il nostro vecchio e nuovo borgo, facendolo diventare un nuovo modello di periferia urbana.
Un mio personale grazie a Spiazza per essere riuscita a sintetizzare questa grande energia attraverso un lavoro quotidiano sul territorio, costante e appassionato.
Grazie Arimo.
Enrico Grava 
(nella foto Luca Cateni responsabile di Spiazza)



condividi su facebook    Stampa veloce  crea pdf di questa news   
31
gen
Parte da Quinto Romano la raccolta firme per avere la Scuola Media in zona

UNA BELLA INIZIATIVA DELLE MAMME DI QUINTO ROMANO CHE APPOGGIAMO CON PIACERE
A breve vi informeremo dove poter firmare anche a Figino


- Al Presidente di Municipio 7
- All'Assessore all'Educazione e Istruzione del Comune di Milano
- Al Sindaco di Milano
- Al Provveditore agli Studi di Milano


Il quartiere di Quinto Romano di Milano ormai da d.versi anni non ha più la scuola Seconda. di Primo Grado Statale e gli studenti che abitano questo quartiere, insieme a quelli del Quartiere Figino (anch'esso senza scuola Media), sono costretti a dover andare nelle scuole di Quarto Cagnino o in altri istituti scolastici di altre zone, anche fuori Milano (ad esempio a Settimo Milanese), con evidenti disagi per loro e le loro famiglie per gli spostamenti non proprio agevoli, specialmente nelle giornate di rientri scolastici pomeridiani e di attivita extrascolastiche fuori dagli orari abituali.
Considerato che

• nel Quartiere di Figino vi sono stati recentemente importanti nuovi insediamenti abitativi, cori l'arrivo di un considerevole numero di famiglie giovani con bimbi piccoli e che è in via di realizzazione un nuovo importante investimento immobiliare a Quinto Romano, per cui si prevede anche qui l'arrivo di nuove famiglie nei prossimi anni;

• nelle scuole primarie dei due quartieri vi sono circa 230 bambini iscritti, per cui risulta evidente la necessita di attivazione di una scuola media che possa rispondere, almeno in parte, a un bisogno delle famiglie;

• la presenza di una scuola media in zona faciliterebbe la vita del quartiere ai ragazzi e alle loro famiglie, andando incontro alle molte famiglie in cui lavorano entrambi i genitori o i nonni che spesso sono delegati ad accompagnare i ragazzi a scuola;

- nel plesso scolastico di Via Airaghi n. 42 vi è attualmente un piano interamente libero, appena ristrutturato, con 8 aule giù disponibili:
la presente raccolta firme ha lo scopo di chiedere alle autorità competenti l'attivazione di almeno una sezione di Scuola Secondaria di Primo Grado, a partire dal primo anno, presso il plesso scolastico di Via Alraghi n. 42 e che possa essere collegato con mezzi ATM dedicati al trasporto studenti anche con il quartiere dl Figino, almeno In orari scolastici.



condividi su facebook    Stampa veloce  crea pdf di questa news   
29
gen
Giorni della Merla 2019, quali sono. Significato del detto popolare


Si sa, i proverbi vanno sempre "presi con le pinze", ma molte volte ci azzeccano. I giorni della Merla sono i più freddi dell'anno? Non ci sono conferme scientifiche di questa credenza popolare, ma nel 2019 potrebbe essere davvero così. Quest'anno, infatti, per il 29, 30 e 31 gennaio le previsioni meteo parlano di un'ondata di gelo, maltempo e neve in arrivo dal Nord Europa. Evidentemente qualcuno ha fatto arrabbiare Gennaio e il primo mese dell'anno adesso cerca la sua vendetta. Che significa? Ecco spiegata la leggenda dei Giorni della Merla. 

LA LEGGENDA - Perché i giorni della Merla sono i più freddi dell'anno? Il motivo di tutto ciò è da ricercarsi in una famosa leggenda. Molti anni fa - così si dice - una merla si vantava di avere delle belle piume bianche e candide come la neve. Poiché il tanto temuto freddo del primo mese dell'anno non si era ancora fatto vivo, la merla iniziò a prendersi gioco di Gennaio. Allora il mese si arrabbiò e decise di chiedere tre giorni in prestito a febbraio (all'epoca gennaio durava 28 giorni) per far abbattere sulla Terra un'ondata di freddo e gelo. E così, con l'arrivo della bufera di neve, la merla cercò riparo in un caminetto. Alla fine riuscì a salvarsi dal gelido e arrabbiatissimo mese di Gennaio, ma le sue piume diventarono nere nere.

IL CANNONE - A dir la verità sono molte le leggende a riguardo. Sebastiano Pauli nella seconda metà del Settecento narrava che un cannone - rinominato la "Merla" - dovesse oltrepassare il fiume Po. E poiché era molto grande e pesante, era necessario aspettare che il fiume fosse completamente ghiacciato. Questo quando? Negli ultimi giorni di gennaio. Ecco perché, secondo questa tradizione, i giorni della Merla sarebbero i più freddi dell'anno. 

PRIMAVERA - Un'altra credenza accompagna questo periodo dell'anno: se i giorni della Merla sono freddi, si dice che la primavera sarà bella; se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo. Quest'anno, se le previsioni meteo di fine gennaio dovessero trovare conferma, avremo "sicuramente" - per così dire - una bella primavera calda. Non resta che sperare, dunque, che il detto popolare corrisponda a realtà.



condividi su facebook    Stampa veloce  crea pdf di questa news   
09
gen
LA CANZONE NAZIONALE


Wunderbaum e mare culturale urbano 

presentano 

LA CANZONE NAZIONALE 
        
venerdì 18 gennaio 2019, ore 18.00 - anteprima sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019, ore 16.00 presso Spirit de Milan - Cristallerie Fratelli Livellara, via Bovisasca 57/59, 20157 Milano 

Dal 18 al 20 gennaio allo Spirit de Milan a Milano, la compagnia olandese Wunderbaum debutta con La Canzone Nazionale, nuova coproduzione internazionale con mare culturale urbano, Theater Rotterdam e Theaterhaus Jena. Sul palco attori e musicisti olandesi e italiani, con loro un folto gruppo di coriste e coristi milanesi. Un rutilante spettacolo dedicato alla musica nazional popolare, che con caustica ironia indaga il senso di appartenenza a un paese. 

Cara Italia. Canteremo insieme! Fin che la barca va.

Milano 10 dicembre 2018 - Dopo il successo di Chi è il vero italiano?, spettacolo del 2016 che ha visto coinvolto un gruppo di abitanti di zona 7 a Milano, ancora in tour in Europa, il collettivo olandese Wunderbaum torna a collaborare con mare culturale urbano, centro di produzione culturale di San Siro, in una nuova creazione internazionale che vede coinvolti anche Theater Rotterdam (Olanda) e Theaterhaus Jena (Germania). 

Dal 18 al 20 gennaio 2019 (18/01, ore 18.00 anteprima, 19 e 20/01 debutto, ore 16.00) nei suggestivi spazi dello Spirit de Milan in zona Bovisa (Cristallerie Fratelli Livellara, via Bovisasca 57/59, 20157 Milano), Wunderbaum porta in scena La Canzone Nazionale: un nuovo grande spettacolo musicale, teatrale e politico, in cui attori e musicisti italiani e olandesi saranno accompagnati sul palco da un folto gruppo di coriste e coristi provenienti da alcuni cori milanesi, Sankofa Gospel Ensemble, Coro dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, Corale Polifonica Sforzesca. Un rutilante show dedicato alla musica nazional popolare, che con caustica ironia indaga il senso di appartenenza di un popolo al suo Paese, evidenziando le contraddizioni del mondo contemporaneo attraverso un repertorio musicale senza tempo. Protagoniste saranno le canzoni che tutti conosciamo, quelle che hanno segnato un’epoca, che riescono sempre a commuoverci, che ci fanno sentire uniti. O, aggiunge la compagnia, anche no (biglietto unico, 5 €; prevendite su mailticket.it e sul posto, da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli). 

In un mondo sferzato da nuovi, potenti venti nazionalisti e xenofobi, Wunderbaum, collettivo olandese di performer attivo sulla scena internazionale dal 2001, si interroga ancora una volta sui temi più urgenti per la società contemporanea: identità, radici, paure, orgoglio nazionale. Grazie al tagliente umorismo che contraddistingue la sua scrittura scenica e alla preziosa capacità di infiltrarsi nelle comunità locali, Wunderbaum illumina i lati più oscuri e gli aspetti più controversi delle nostre relazioni sociali. Lo spettacolo dopo il debutto italiano, avrà nei mesi successivi due nuovi allestimenti in Germania e in Olanda, con coriste e coristi del luogo, declinando la riflessione e scoprendone nuovi aspetti in base ai diversi paesi e repertorimusicali. Spiega Marleen Scholten, ideatrice del progetto e una dei protagonisti in scena: “La canzone nazionale suscita sentimenti confusi: può commuovere, far ricordare il proprio Paese con malinconia, far ridere o irritare. In ogni caso, riguarda tutti e riesce sempre a toccarti, perché è parte del posto in cui sei nato. La canzone nazionale può anche unire: è un riferimento della nostra memoria collettiva. Conoscere tutti la stessa canzone, poterla cantare insieme, ci dà la sensazione di fare parte dello stesso gruppo. Per questo La canzone nazionale è anche politica. Parla di un popolo e delle sue sonorità, del suo vocabolario. Non parla però di chi non conosce quella musica e quella lingua, e non può cantare insieme agli altri”. 

Nel 2019 Wunderbaum è impegnata in tre progetti incentrati sul diffuso spirito nazionalista in alcuni stati europei: oltre a La canzone nazionale, da marzo il collettivo si dedicherà alla creazione di Mi dispiace, alla ricerca, tra Olanda, Germania e Italia, di elettori pentiti del proprio voto; inoltre da luglio la compagnia collaborerà con due registi Siriani, costretti a lasciare il proprio paese e alla ricerca di una nuova casa in Europa, in un progetto intitolatoSitcom.
Info: maremilano.org - info@maremilano.org; FB mareculturaleurbano / INSTA maremilano Contatti stampa: Maria Giulia Guiducci giulia.guiducci@gmail.com, 328/4756279 / Benedetta Cristofoli benedetta.cristofoli@maremilano.org
 
tr_wunderbaum_nationalelied_flyer_ita_v01_rco_pagina_23.jpg



condividi su facebook    Stampa veloce  crea pdf di questa news   
Vai a pagina       >>