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Cena in viola

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06
set
VENERDÌ 13 SETTEMBRE Tournée da Bar porta il suo cavallo di battaglia OTELLO

VENERDÌ 13 SETTEMBRE Tournée da Bar porta il suo cavallo di battaglia OTELLO a Figino Borgo Sostenibile (Milano), all'interno della rassegna "1-2-3 Figino! Due giorni di giochi, laboratori e spettacoli per ogni età".

In scena il nostro primo attore Davide Lorenzo Palla insieme all'immancabile polistrumentista Tiziano Cannas Aghedu accompagnano il pubblico alla scoperta della avvincente storia del Combattente Moro, che dopo essere stato circuito dal diabolico Iago arriva ad impazzire di gelosia e ad uccidere la bellissima Desdemona, che tanto amava.
Una serata dove emozionarsi, ridere, scherzare.. una serata adatta a tutti.. questo è il Teatro in pieno stile Tournée da Bar!!!

La rassegna è organizzata nell’ambito di un più ampio progetto di promozione e valorizzazione del quartiere di Figino, promosso da InvestiRE sgr FIL1, con la collaborazione di Fondazione Housing Sociale e il Consorzio Cooperativo QLS.
Curato da Itinerari Paralleli srl Impresa Sociale.

INGRESSO CON OFFERTA LIBERA

⬇ ⬇TUTTE LE INFO⬇ ⬇
QUANDO ☞ Venerdì 13 Settembre 2019
ORARIO ☞ dalle 21.30 alle 23.00
COSA ☞ Otello by Tournée da Bar
DOVE ☞ Figino Borgo Sostenibile, via Giovanni Battista Rasario 10A, Milano
INFO ☞ figino©itinerariparalleli.org

⬇ ⬇LO SPETTACOLO⬇ ⬇
OTELLO
da William Shakespeare
Di e con Davide Lorenzo Palla
Musiche e accompagnamento dal vivo di
Tiziano Cannas Aghedu
Traduzione e adattamento Davide Lorenzo Palla
Regia Riccardo Mallus
Produzione Ecate Cultura

⬇ ⬇ABOUT TOURNEE DA BAR⬇ ⬇
Tournée da Bar è una giovane impresa culturale che produce e offre eventi di intrattenimento basati sui grandi classici del teatro creando situazioni informali che coinvolgono attivamente
il pubblico con particolare attenzione ai luoghi della quotidianità
per risvegliare il cuore e la mente degli spettatori

⬇ ⬇F.A.Q.⬇ ⬇
Di che si tratta? Tournée da Bar è una innovativa impresa culturale che diffonde il teatro, la cultura e l’amore per i classici in luoghi teatralmente non convenzionali. I grandi classici del teatro vengono riletti in chiave colorata, gioiosa e festosa con allestimenti che appassionano e divertono senza mai tradirne senso e bellezza. Un nuovo tipo di modello culturale in grado di innalzare il livello medio dell’intrattenimento serale e catturare l’attenzione di molti giovani.

Quanto durano gli spettacoli? In genere le serate di Tournée da bar durano 90 Minuti + intervallo (un po' come una partita di calcio... ma molto più appassionante)

Come posso avere maggiori info o mettermi in contatto con voi? Seguici sulla nostra pagina Facebook Tournée da Bar, scrivici alla mail info©tourneedabar.com oppure visita il sito www.tourneedabar.com

Dite che vale la pena di venire? Il teatro non è noioso? Ne vale decisamente la pena: vieni ad una delle nostre serate e vedrai che il teatro è tutt'altro che noioso.

Sostieni la Cultura...
Sostieni la Tournée da Bar!

⬇ ⬇CONTATTI⬇ ⬇
Sito: www.tourneedabar.com
E-mail: info©tourneedabar.com

⬇ ⬇HASHTAG⬇ ⬇
#TournéedaBar#TDBar#WilliamShakespeare#Otello#FiginoBorgoSostenibile#Itinerariparalleli#AudienceDevelopment#AudienceEngagement#NoiFunder35



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17
ago
AGOSTO A FIGINO - 22 agosto 2019

GIOVEDÌ 22 AGOSTO 
dalle 17.00 alle 19.00 
Figino Borgo Sostenibile, Via Giovanni Battista Rasario 10All'interno della rassegna Agosto a Figino?! // 22 Agosto, The FabLab: Make it real presenta: 
MINI FABLAB - LABORATORIO DI STAMPA 3D E ROBOTICA (per bambini/e e ragazzi/e!)
Che cos'è un stampante 3D e di che cosa abbiamo bisogno per farla funzionare? 
Scopriamo insieme le tecniche per ottenere un modello 3D pronto per la stampa e realizziamo un primo prototipo.
I robot possono avere tantissime forme e funzioni diverse.
Osserviamo dei micro-robot e capiamo come comandarli attraverso semplici istruzioni colorate!Laboratorio per bambini/e e ragazzi/e dai 6 ai 18 anni
INGRESSO GRATUITOPartner tecnico: Fondazione BrodoliniThe FabLab: Make it real è una start-up innovativa che dal 2015 indaga e sperimenta nuove metodologie progettuali e soluzioni di fabbricazione digitale, nell’ambito dell’Industry 4.0.
Crediamo che la tecnologia produca vantaggi per le persone e che un’innovazione sia tale solo quando ha un impatto sociale, culturale ed economico al tempo stesso. 
Siamo convinti che sia importante offrire alle nuove generazioni gli strumenti necessari per poter interpretare, sfruttare e migliorare le tecnologie.
La nostra offerta è pensata per affiancare ai programmi tradizionali un’offerta di educazione informale sui temi STEM.
 
GIOVEDÌ 22 AGOSTO 
dalle 19.00 alle 20.00 
Living di Borgo Sostenibile, Via Giovanni Battista Rasario, 14 (Figino)All'interno della rassegna Agosto a Figino?! // 22 Agosto, Valentina Napolitano / Yoga with Vale presenta: 
YOGA IN BORGO
Una lezione di Odaka Yoga nel cuore di Borgo Sostenibile per sciogliere le tensioni fisiche, mentali ed emotive, mentre ti rinforzi e dai sollievo alla mente. 
Pratica adatta a tutti, si consiglia abbigliamento comodo.
Costo: 5 euro (da poter pagare direttamente in loco) 
Per info: figino©itinerariparalleli.org 
Per contattare direttamente l’insegnante: Valentina Napolitano +39 3938586470Sponsor tecnico: FreddyOdaka Yoga® è uno stile di yoga innovativo che trova ispirazione dall’osservazione del moto dell’oceano e delle sue onde, dove nel fondere il Bushido (la via del guerriero), lo zen e lo yoga, sono espressi fisicamente ed emozionalmente i principi di trasformazione, adattabilità e forza interiore.Valentina frequenta corsi di danza classica, modern Jazz e sport di ogni genere da quando è bambina. Da inarrestabile curiosa lo yoga entra nella sua vita quasi per caso ma fin dal primo istante capisce che qualcosa di magico stava per accadere fuori e dentro di lei. Da allora incomincia a frequentare corsi e workshop che la avvicinano sempre di più all’essenza dello yoga. 
Oggi per Valentina lo yoga occupa gran parte della sua giornata, è diventato un lavoro, una passione irrinunciabile di cui è profondamente innamorata, una disciplina importante da cui imparare molto su sé stessi, sugli altri e su ciò che ci circonda. 
Si è formata principalmente presso la scuola di Odaka Yoga® JustB di Beatrice Morello a Milano.
Nel giugno del 2018 consegue il diploma RYT 250 Odaka Yoga® con i suoi fondatori Francesca Cassia e Roberto Milletti.
Nel Giugno 2019 si diploma in yoga dinamico presso BaliYoga.it.
Da ottobre 2018 inizia a insegnare presso BaliYoga.it, Club 2d, Anytime Fitness, CrossFit Nolo e Audace.
 
GIOVEDÌ 22 AGOSTO
dalle 21.00 
Via Giovanni Battista Rasario, 18A (Figino)All'interno della rassegna Agosto a Figino?! // 22 Agosto, Teatroxcasa presenta: "46 tentativi di lettera a mio figlio", monologo-reading di e con Claudio Morici.
A metà tra Carlo Verdone e Franz Kafka, un po' se stesso e un po' Queneau, Morici inventa un irresistibile epistolario senza risposte. E ce la mette tutta anche per essere un padre migliore. 
Morici ritrae un padre separato, brizzolato, ultraquarantenne, piegato dal peso del suo bebè nel marsupio "radical" comprato a Roma est. Mentre con una mano cerca parcheggio e con l'altra naviga su Internet in paranoia per i vaccini. Un padre che vorrebbe il posto fisso, ma è costretto a inseguire i suoi sogni d'artista, per non dare il cattivo esempio. Un padre alla continua ricerca di un messaggio, di un senso, di una qualche perla di saggezza che possa trasmettere al suo erede. Ci prova scrivendo ben 46 lettere, una per ogni anno della sua vita, ma... riuscirà a fargli capire perché si è lasciato con la madre? Ci sarà scritto tutto? Si capisce? Suo figlio poi, una volta grande, siamo sicuri che voglia leggere queste lettere?Claudio Morici è attore, regista ed autore teatrale. Dal 1994 è direttore artistico della Compagnia Teatrale Specchio Rovescio. 
Oltre ad aver interpretato oltre 30 spettacoli teatrali in più di 20 anni di teatro, ha partecipato a fiction televisive quali "un medico in famiglia", "un caso di coscienza" o "gente di mare", diversi film per il cinema e televisione e partecipato a programmi televisivi come "Scherzi a parte".
Ha scritto oltre 10 commedie per il teatro rappresentate in tutta Italia, Francia e in Belgio.
Parallelamente alla propria attività nei maggiori teatri italiani, da oltre dieci anni, si dedica alla diffusione delle tecniche espressive e di comunicazione verbale, paraverbale e corporea attraverso l’utilizzo di specifiche tecniche teatrali.Teatroxcasa è la piattaforma web che ti permette di trasformare il tuo salotto in un teatro ogni volta che vuoi; di aprire alla comunità il tuo spazio per accogliere cultura e socialità; di frequentare le case accoglienti e illuminate della tua città e di tutta Italia.
scopri di più su: www.teatroxcasa.it


 
GIOVEDÌ 22 AGOSTO
Dalle 21 alle 22 come alternativa per i bambini (dai 4 ai 10 anni):
DOMO SOTTO LA LUNA
Storie dalla jungla a cura di DOMO lingue e culture
Lettura di "La proboscide dell'elefante", tratto da Storie proprio così di R. Kipling, un classico della letteratura per ragazzi.
Dopo la lettura seguirà un laboratorio di disegni e giochi a tema jungla e animali selvaggi.
Condotto da Consuelo Pintus e Guglielmo Cantù.
DOVE? Parchetto adiacente civico 18
INGRESSO CON CONTRIBUTO LIBERO
Per informazioni: 3490624554 / associazionedomo©gmail.com





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13
ago
Consuelo Pintus: «Insegno il cinese ai cinesi e hindi agli italiani. Così, apro la mente dei vostri figli»

Alle porte di Milano una piccola scuola vuole rivoluzionare il rapporto che lega i giovani all’apprendimento della lingua. Soprattutto quando si parla di nuovi italiani che, in alcuni casi, della lingua dei propri genitori non sanno (letteralmente) un'acca.  

The pen is on the table? Dimenticatevela, direbbe Consuelo Pintus. La giovane professoressa è un’insegnante particolare. Non solo perché la sua area principale di docenza, lingue orientali, è ancora qualcosa che suona esotico, in Italia e a gran parte degli italiani. Ma perché il suo approccio al tema dell’apprendimento di una lingua non ha nulla a che fare con quello cui, fino ad oggi, siamo stati abituati: il suo progetto innovativo si chiama DOMO ed è stato fondato nel Borgo Sostenibile di Figino, il progetto di Housing Sociale alle porte di Milano ovest.
 
Lei di fatto è in parte manager, in parte professoressa, in parte mediatrice. Cosa ha studiato? 
«Mi sono laureata a Milano in Mediazione linguistica e culturale, scegliendo inizialmente di studiare giapponese abbinandolo all’hindi. Nel frattempo, ho lavorato come speaker e assistente sui voli per il Giappone, per consolidare la lingua, e ho iniziato a viaggiare per l’India. Poi ho preso una laurea magistrale in Scienze internazionali a Torino e, subito dopo, ho vinto una borsa di studio per la prestigiosa scuola governativa di hindi, il Central Institute of Hindi di Agra, e infine ho perfezionato la lingua con un corso di sei mesi alla Nehru University di Delhi». 

Quando ha iniziato a insegnare? 
«Da nove anni lavoro come mediatrice e facilitatrice nelle scuole e dal 2010 sono docente a contratto di hindi, presso l’università Statale di Milano».
 
Come è finita nel Borgo di Figino? 
«La premessa è che l’aspetto del mio lavoro che mi dà più soddisfazione è l’insegnamento ai bambini. Tramite una lingua, trasmettiamo loro una chiave di apertura al mondo intero. Da tempo sognavo di aprire una scuola con un metodo di insegnamento   tutto mio e, per una combinazione di eventi, con una mia collega abbiamo individuato questo progetto di housing sociale aperto a iniziative legate al terzo settore, attività che promuovessero la condivisione, valorizzazione del territorio, una nuova idea di vivere e di abitare gli spazi». 

Cos’è il Borgo Sostenibile e cosa c’entra con le lingue? 
«Figino è un quartiere di Milano che ad oggi presenta una doppia anima, quella rurale, fortemente ancorata al territorio agricolo che è stato il suo passato, e quella moderna, innovativa, che sta tentando di ampliare la vita sociale dei del borgo, grazie a questo progetto. È una realtà in evoluzione, multietnica, e come tale perfetta per un progetto che guardi non solo alle lingue, ma alle culture, e senza limitarsi a lingue (e di conseguenza culture) che, erroneamente crediamo siano più importanti. Intorno a questa idea è nata DOMO, che abbiamo inaugurato nell’aprile del 2017».
 
Perché si chiama DOMO e in che senso ci sono le lingue più importanti di altre? 
«DOMO la penso come una casa dove ognuno possa parlare la propria lingua, e portare la propria cultura ma anche scambiare lingue altre e impararne di nuove, insieme alle relative culture. Il mio obiettivo è questo: dimostrare nei fatti che tutte le lingue e le culture sono importanti alle stesso modo, soprattutto se pensiamo al futuro di una generazione che questo concetto lo dovrà avere molto chiaro in testa!»   

Ovvero, l’inglese e lo spagnolo sono lingue bellissime, ma andiamo dietro lo stereotipo, osiamo, sperimentiamo. Apriamo la mente.   

Ad esempio? 
«Da noi si possono studiare inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese, hindi, giapponese, arabo, e italiano l2, ovvero come seconda lingua. E poi, a richiesta, un po’ di tutto. C’è chi vuole imparare l’aramaico, chi il farsi, chi lo swahili…» 

Immagino però che la sua rivoluzione non c’entri con il solo aramaico… 
«C’entra con un certo tipo di approccio. Organizziamo corsi di lingue per bambini dai 18 mesi in poi, e per ragazzi e adulti, sia durante la settimana che nel weekend. Ma il cuore delle nostre attività sono i corsi di lingua in azione, come una serata di degustazione di vini in francese, una cena indiana in lingua hindi, la lezione per cucinare sushi in giapponese. L’anno prossimo inaugureremo i corsi di cinema in spagnolo, di cucina ayurvedica in hindi, riproporremo le lezioni di Baking in english. E poi c’è un progetto importante, legato alle seconde generazioni». 

E quali lingue vogliono imparare, i nuovi italiani? P
er loro la chiave linguistica è la chiave di comprensione della loro identità. Ne sono sempre stata convinta, che una lingua sia la strada migliore per entrare dentro una cultura e dentro un Paese. Ci sono mamme straniere che mi chiedono corsi da fare insieme ai figli: la mamma magari sa parlare la lingua d’origine, ma non la sa scrivere, mentre per i loro bambini è importante conoscere la lingua standard, epurata dai dialetti o da errori grammaticali, così che possano usarla sia in famiglia, sia lavorativamente.   
 
«Ci sono genitori che mi hanno chiesto di insegnare l’arabo ai loro bambini, perché avevano bisogno di consolidare e salvaguardare la lingua, e in questo modo una identità: i bambini si annoiano, magari a casa non hanno voglia di parlare un’altra lingua. Noi lo facciamo in modo ludico, coinvolgendoli ma senza stancarli. Se questo avviene quando sono bambini, li aiuterà nella fase di riconoscimento della loro identità personale, darà loro gli strumenti per gestire la loro “dualità” interiore. E magari li aiuterà a comunicare con i propri cari, a casa, in modo corretto».
 
Italiani di seconda generazione che a casa parlano solo italiano? 
«Magari sono nati in Italia da due genitori stranieri, o un solo genitore straniero. E quando vanno nel Paese d’origine non possono comunicare con gli zii, con i nonni. Vi immaginate il dolore? La barriera personale? Ci si sente straniero in quella che, in parte, è casa propria. Mi viene in mente una ragazza cinese, di seconda generazione, che ha incominciato a studiare cinese a 14 anni: in casa i suoi genitori lo parlano, ma non l’hanno mai forzata e tra la scuola e gli amici, lei parlava malissimo cinese, non era in grado di comprendere perfettamente quel che le dicevano i suoi genitori. Ha fatto diversi tentativi, ma non sono andati a buon fine. Per lei, che ha un accento milanesissimo e una r moscia molto pronunciata, abbiamo fatto un percorso mirato, che le facesse anche riscoprire la cultura e la letteratura del suo Paese d’origine. È un lavoro che l’ha cambiata molto: ora, appena finito il liceo, ha deciso di iscriversi all’università, a Mediazione linguistica, per essere anche lei d’aiuto ai nuovi italiani». 

Avete relazioni con le associazioni di comunità straniere? 
«Per il momento solo con alcune di loro, ma ci piacerebbe essere sempre più connessi con le comunità straniere. Esistono, almeno a Milano, scuole di lingue legate alle singole comunità, ma spesso l’apprendimento che passa è regionale, noi proponiamo invece delle lingue standard, un metodo di insegnamento laico, se vogliamo, che lavori sulla lingua in tutti i suoi aspetti, non solo quelli della grammatica. Nello specifico ad esempio stiamo pensando ad un corso per la comunità rumena, mentre quella filippina ci chiede corsi che, oltre all’inglese e al rafforzamento dell’italiano, comprendano anche il tagalog».   

Se le dico multilinguismo, cosa le viene in mente? 
Un uomo mi ha chiesto di studiare farsi, perché vorrebbe comunicare meglio con la famiglia della moglie, mentre delle donne straniere sposate a italiani mi chiedono corsi mirati per imparare meglio e in fretta l’italiano, per esigenze lavorative e quotidiane. Ad una mamma che per lavoro deve studiare francese abbiamo proposto uno dei nostri corsi mamma-bambino, da 18-36 mesi: è straordinario quanto in quella età assimilino concetti che terranno stretti tutta la vita. E vedendo i genitori sforzarsi, o parlare loro in una lingua che non  hanno mai sentito, memorizzano suoni anche molto complessi, che magari l’adulto fa più fatica a fare propri.   

Bambini che, un domani, saranno figli del mondo? 
«Esatto. Abbiamo appena concluso i nostri summer camp, che abbiamo scelto di fare in inglese ma con attività come lo yoga per bambini in hindi o passi di danze orientali. In questo modo realtà lontane prendono, nella mente dei più piccoli, un nuovo significato: capiscono quanta varietà esista al mondo, e che non ne devono avere paura. Questa è una generazione che viaggerà, lavorerà con le persone più disparate, sarà molto più esposta al resto del mondo: voglio dare loro una serie di strumenti ai quali attingere sia che restino in Italia sia che vadano all’estero. Nel giro di un’estate, diventano bambini meno paurosi, meno spaventati dalle situazioni nuove. Non sono più culturalmente a digiuno e sono molto tranquilli nell’approcciarsi ad attività che non fanno parte del loro bagaglio culturale. L’esempio più bello? A fine estate se gli parli di una tradizione o di un piatto che non hanno mai sentito nominale, non ne parlano usando “noi”, “voi” e “loro”, ma chiedono semplicemente come si fa a farlo». 

photo credit: Bic Indolor   



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03
ago
AGOSTO A FIGINO

GIOVEDÌ 8 AGOSTO dalle ore 16 alle 23 a Figino Borgo Sostenibile, Via Giovanni Battista Rasario, 14Dove pensavate di andare l’8 agosto?!
 
Per chi ha voglia di vivere qualche momento in compagnia, all’aria aperta e nel contesto unico del quartiere di Figino, siete CALDAMENTE invitati a un pomeriggio per bambini con spettacolo e workshop di clownerie, una sessione aperta a tutti/e di Odaka Yoga e infine, sorseggiando un bicchiere di vino o semplicemente godendo della frescura estiva della sera, gustarvi un concerto live di jazz swing!!
 
IL PROGRAMMA
 
Dalle 16 alle 18 - LUDOTECA a cura di Spiazza - Biblioteca Sociale & Caffè
 
Dalle 18 alle 20 - Il Circo della Luna / Spettacolo di circo per bambini a cura a cura di Gli Anacardi (Fuori Dal Circo & gli Anacardi)
Una parata per le vie del Borgo, una piccola scuola di circo e uno spettacolo per bambini e bambine di tutte le età.
 
Dalle 18.30 alle 19.30 - Yoga in Borgo con Valentina Napolitano / Yoga with Vale
Una lezione di Odaka Yoga nel cuore di Borgo Sostenibile
Costo: 5 euro
 
Dalle 21 alle 23 - Concerto in piazza con Cosimo and the Hot Coals/ Concerto in piazza / Cosimo and the Hot Coals
Un viaggio sonoro che non potrà che farvi ballare: dal jazz di New Orleans allo swing degli anni ‘20 e ‘30.
 
E non finisce qui...altre attività ed eventi renderanno l’agosto di Figino il più caldo di Milano!
 
La giornata è organizzata nell’ambito di un progetto di promozione e valorizzazione del quartiere di Figino, promosso da InvestiRE sgr FIL1, con la collaborazione di Fondazione Housing Sociale e il Consorzio Cooperativo QLS.
Curato da Itinerari Paralleli srl Impresa Sartoria Sociale
https://www.facebook.com/itinerari/



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